Cantata prima

Published

Identification

Record ID
6942
Musical form
cantata
Alternative title
Lontananza

Scoring

Summary scoring
1V,1str
Detailed scoring
Soprano e continuo

Description

Country
Italia
Language
Italiano
Physical description
P. 1-31 ; 210x265 mm
Music format
Partitura

Watermark

Not detected

Relations

Notes

L’appellativo Lontananza della cantata in questione è ricavato da altre fonti: non è direttamente riportato nell’esemplare B-Bc 650. Il verso I miei singhiozzi e sospir in cui ti chiamo del primo recitativo forma un anomalo dodecasillabo: la i di inizio verso è un errore del copista, in quanto negli altri esemplari della medesima cantata manca l’articolo che apre il verso. In questa veste errata, la vocale i formerebbe idealmente una sinalefe con l’ultima vocale del verso precedente, creando così la percezione di due regolari endecasillabi piani, piuttosto che un endecasillabo seguito da un anomalo dodecasillabo. La volontà di unire in sinalefe i due versi è confermata anche dalla disposizione del testo sulla musica di Pergolesi da parte del copista: il trisillabo “senti i” si sovrappone a due sole semiminime, per cui la lettura del trisillabo diviene tale solo fondendo le due i. L’errore del copista si ricava anche dal fatto che il superfluo articolo sarebbe seguito, musicalmente parlando, da una pausa posizionata sul battere della battuta successiva: questo interrompe la continuità logica della frase e il verso risulterebbe spezzato senza una logica musicale, pur concedendo ritmicamente una netta idea dei singhiozzi e dei sospiri espressi dal testo, anche in virtù del levare con cui procede il verso. Un artificio voluto da Pergolesi, questo, senza bisogno di snaturare l’unità del verso.

Analytical description

1.1: (recitativo, Fa maggiore, c)
Dalsigre ahi mia Dalsigre [chiusura del recitativo in si bemolle maggiore]
2.1: Andante (aria, Si♭ maggiore, c)
Dite ch’ogni momento
3.1: (recitativo, sol minore, c)
Se pietà non vi muove, almen vi sproni [chiusura del recitativo in fa maggiore]
4.1: Presto (aria, Fa maggiore, 3/8)
Torni volando a serenarmi il ciglio

Poetical text transcription

Dalsigre ahi mia Dalsigre
Qual inumana tigre
Qual perverso destino in altra arena
Viver lungi ti sforza a me che t’amo,
A me che per te vivo in pianto, in pena?
Torna deh torna oh Cara e se non senti
[I] miei singhiozzi e sospir in cui ti chiamo?
Gl’insensati lamenti
Odi almen di quei tronchi, e muti orrori
Segretarij già un tempo or messageri
De’ nostri orrori, appassionati amori
Itene dunque o fidi ite a ridire
a lei, ch’amo, e desio il mio martire.

Dite ch’ogni momento
D’essa chiamo e rammento
E nel più grave duolo
Non ho per mio consuolo
Ch’il solo lagrimar
E se riposo bramo
Dare a’ miei lumi intanto
Torni a chi ognor la chiama
Ed avrà tregua il pianto
Termine il sospirar.

Se pietà non vi muove, almen vi sproni
La memoria di lei Ninfa gentile
Ch’altra non fu simile
Nei soavi costumi, e preggi suoi
A voi sia noto a voi
Quale canoro Cigno ognor perdeste
oh Dio? Siano si queste
Rimembranze a voi sprone. Itene ad essa,
E narrate, che oppressa
Priva di lei men vivo e più d’ogn’altro
La memoria de’ nostri
Consueti diporti all’ombre amene
Del rustico soggiorno
Fuor delle pompe affretti il suo ritorno.

Torni volando a serenarmi il ciglio
Che non ho più consiglio
Pace non ha ‘l mio cor
Mesta qual tortorella
Priva della compagna
In questa parte in quella
Corro per la campagna
In grembo al mio dolor
Torni volando a serenarmi il ciglio…

Location

Library
B-Bc — Bruxelles, Conservatoire Royal, Bibliothèque (from parent record)
Shelfmark
650/1

Images

Reference works

Paymer 1977: p. 114

Type

Document type
Musica manoscritta
Record level
Sub-level record

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