Pastorale del Sig.r Mancini
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Poetical text transcription
Voi che di Betlemme
Su gl’archi d’un presepe
Con le ciglia divote
Archi di meraviglia ergete al cielo
Con novello stupore
Mirate il Creatore
Sotto la spoglia fral d’umano velo
Nudrir fiamma pietosa in grembo al gelo,
Onde ai pastor rivolto
Il suo divino volto
Tergendo il pianto pria dagl’archi belli
Par che così favelli
Io son un pastorel ch’in questo lido
Piango la mia perduta pecorella.
E se ritorla io posso al lupo infido
Voglio col sangue mio farla più bella.
Così pace non trova
Agitato il mio cor da doppia pena
Il penzarla rapita
Col desio di salvarla
E gemino rigor
D’un sviscerato amor che palma pasce
E se bambino io sono
Son però nell’amar gigante in fasce.
Qual agnellino
Che va’ gemendo
Per la campagna.
Benché bambino
Vado piangendo
La mia compagna.
Pur al fin di trovarla
Doppo angosce ed affanni il cor mi dice
Onde nel petto mio vivrà felice.
Tra li fiori e tra l’erbette
Tra le rose pallidette
La mia cara troverò.
E lasciando il bosco el prato
Per salvar il pegno amato
Sovra un monte ascenderò.
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Musica manoscritta
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