Perdita imminente del core saggiamente schivata
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Poetical text transcription
C’è mancato poco, poco,
Che perduta non si sia
L’alma mia
Di Cupido al fiero gioco.
C’è mancato poco, poco.
Di mille attorti stami ingannatori
Un carcer bipartito
Ai volanti canori
Tende sul prato il cacciator scaltrito;
Ode l’augello intanto
Da menzognero fischio
Imitato il suo canto,
Onde obliando il rischio,
A quelle, ch’egli mira,
Deliziose e floride rovine
Anelante si aggira;
Ma reso accorto al fine
Cauto distinguere i preparati inganni,
E a sollecita fuga appresta i vanni.
Appunto così
All’alma sortì;
Che mentre mirò
Un vago sembiante
Amor l’invitò
A rendersi amante;
Ma scaltra e sagace
Scoperte gl’inganni
Di lumi tiranni:
E ratta e fugace
Tosto il passo rivolse in altro loco?
C’è mancato poco, poco ecc.
Gran fortuna è di quel core,
Che può dir di non amare,
E in mirar due luci care
Non sa mai che cosa è ardore.
Pochi sono che si vantano
D’involarsi a le faville
Di due magiche pupille,
Che co’ i guardi i cori incantano;
Solo il cor mio
Del cieco Dio
Seppe schivar l’inevitabil foco.
C’è mancato poco, poco,
Che perduta non si sia
L’alma mia
Di Cupido al fiero gioco.
C’è mancato poco, poco.
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Testo per musica a stampa
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