Dice di voler morire per due begli occhi ma piu tardi che può

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Record ID
6733

Description

Country
Italia
Language
Italiano
Physical description
Parte seconda, p. 49-50

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Notes

Il testo poetico è messo in musica in cantate attribuite a Giovanni Bicilli, Andrea di Gennaro e Giuseppe Tricarico (vedi Bibliografia). Un esemplare di cantata di Tricarico è schedato in Clori (n. 1872 a cura di Giacomo Sances).

Poetical text transcription

C’è altra pena, che morire
S’io begli occhi v’amerò?
Morirò,
Purché possa un dì gioire.
C’è altra pena, che morire?

Quanto caro a me sarà
L’esalar gli ultimi fiati
Per voi lumi idolatrati,
Che i più belli il ciel non ha;
Chiari spegli di beltà,
Dove ancor sovente suole
Contemplar se stesso il sole;
Che confuso poi non sa
Come a noi più comparire.
C’è altra pena, che morire?

Per voi luci amate e belle
Stimerò prospera sorte
Il provar di fiera morte
Le punture aspre e rubelle;
Se m’uccidono due stelle
Sia soave il mio martire.
C’è altra pena che morire?

Registrate a vostro credito
La partita
Di mia vita,
Che a morir per voi son dedito;
Ne ricuso soffrir mortali affanni;
Ma intendo di morir da qui a cent’anni.

Location

Library
I-Rv — Roma, Biblioteca Vallicelliana (from parent record)
Shelfmark
ARCA VII 24/131

Type

Document type
Testo per musica a stampa
Record level
Sub-level record

Related persons

Monesio, Pietro Giovanni autore del testo per musica