Allor che penso al solitario stato
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Poetical text transcription
Allor che penso al solitario stato,
In cui piango del dì l’ore migliori
Mentre più dolci son cari gl’amori
Mi sdegno col destin col ciel col suolo;
Ma pur rimango solo.
Se lo sguardo rivolgo ad ogni lato
Il ritratto ved’io d’un sventurato
E pur mi dice il cor che esse vanno
Pene sì rie, a tormentoso affanno.
Cesserà la doglia mia
Quando unito in compagnia
Con te Filli ogn’or sarò.
Non ho pace non ho calma
Se non smorzi tu la fiamma
In eterno penerò.
Ma lusinga del cor piaga non cura
E ben conviensi a disperato amante
Morte, pena, dolor doglia incessante.
Morirò alla fin ma pria che io mora
Narrerò ad ogn’ora
La barbarie tua la mia sventura,
E tanto piangerò per fin, che dura
Selce s’infranga, con amaro pianto
O ruscelletto formi in cui col canto
Vezzoso augel spiegando il caso mio
Trovi quella pietà che non trov’io.
Piangeranno il prato el rio
Ancor tocchi da pietade
Il destin d’un cor fedel.
Con esempio molto pio
Sgrideran la crudeltate
El rigor di te crudel.
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Musica manoscritta
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