L’età dell’huomo paragonata al fiore. | Dell’Albergati
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Description
Watermark
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Analytical description
Poetical text transcription
Nella stagion che Flora
Con sue pompe odorose
Fra le clitie e le rose
Degli zeffiri al fiato d’oro e d’ostro
Ricama il colle e il prato.
Cintia in vago giardino
Cogliendo ambra fiorita o bel rubino
Con voce amorosetta
Die’ l’anima così a una canzonetta:
Oh dio perché?
Non serbano i fiori
Più lunga l’età?
Né danno gl’odori
Ne a cara beltà
Più certa la fe’.
D’un indorato crine
È ver che van sovente
Fra le ondose ruine
E Narcisi e Amaranti
A infiorar le procelle e i dolci amanti
O pur di latte in grembo
Ai naufragi d’Amor coprono il lembo
Ma che pro’ ma che pro’
Dura poco alla rosa il vivo foco
Dura meno il Giacinto al bel sereno
S’ambo in un dì
Il fato tradì
E i pregi involò
Ma che pro’ ma che pro’.
Tale Cintia è qua giù la nostra vita
Spunta dolce e gradita
Emula appunto al fior
E col languir del fior perde il colore.
Alma mia su dunque che fai?
Tra i fugaci contenti del suol?
Alma mia l’ombre oblia
Ergi verso del cielo il tuo vol
Porta il fronte al empiro i tuoi rai.
Alma mia su dunque che fai?
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Musica manoscritta
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