Cantata à voce sola Del Sig.r Diogenio Bigaglia
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Analytical description
Poetical text transcription
Aure che qui d’intorno
Per pietade accogliete i miei sospiri
In seno di colui tosto volate
E il dolor che m’uccide a lui portate
Crudele lontananza
Che fa grande la pena e lieve il bene
Ch’uccide la speranza
O se la renda grata è almen dubbiosa
Che fa sentire prima
La punta della spina e poi la rosa.
Se dalla spina
Colta la rosa
Abbiam dolor
Poi ci consola
Col grato odor
Io nella pena
Di lontananza
Raminga e sola
Sento le spine
Ne colgo il fior.
Di quest’alma infelice
Di questo afflitto cor parte più cara
Vieni a bear chi di tormento vive.
Non si può senza spirto
Le grate aure vitali
Respirar dolcemente e tu che sei
Di quest’alma dolente e spirito e vita
Per rammirarla ritornar non dei?
Pietà ti sproni almen se non l’amore
Vieni a mirar la tua fedel che more.
Anch’il sangue anche la vita
Ti darò lieta e contenta
Non vil pegno del cor mio
Sol ti chiedo e m’è gradita
La speranza ch’un dì senta
Dirmi ancor Dorinda addio.
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Musica manoscritta
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