Aria. Presto. | La fortuna sfortuna del mondo. | Opera dell’Albergati
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Poetical text transcription
A riva o nocchieri
Si salvi chi può
Preparasi il ponte
Sian l’ancore pronte
Già ‘l mar si turbò
E i flutti più fieri
Dal sen scatenò
A riva o nocchieri
Si salvi chi può
Timido a queste voci
Silvio che nella nave
Godea lieta dimora
Su l’agitata prora
Uscì, volò, chiedé
Amici, oh dio, che c’è?
Qual periglio improviso il mar ci aduna?
Gli rispose un nocchier questa è fortuna
A simile risposta
Quasi Medusa a favellare udisse
Tacque gelò stupì poi fra sé disse:
Infelice umanità!
Le tempeste più fatali
I perigli più mortali
Per fortuna a prender va.
Amai fui corrisposto
E allor che vivi a guai sogetto
Fui dall’uso costretto
A penar d’aver sorte:
Venni poscia alla corte
Ivi, spinto fra primi
Ai gradi più sublimi in un momento
Dell’invidia commun divenni scopo
Pur mi fu d’uopo confessar ben tosto
Esser felicità l’esservi esposto
Hoggi ancora m’apre
Voraginosi abissi onda importuna
Questo sarà fortuna.
O rigor d’avverso fato
O miseria de viventi
Cangi stato muti eventi
Sia il destin fausto o malvagio
La fortuna dell’uom sempre è naufragio.
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Musica manoscritta
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