Una crudel beltà
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Per il nome dell’A. cfr. n. 28 ne La cetra d’apollo di Carlo Grossi, 1673. - Il testo poetico figura in La musa seria parte prima delle poesie per musica di Giampietro Monesio. Alla Sacra Maestà Cesarea dell’Imperadore Leopoldo Primo, In Roma, nella stamparia di Giuseppe Coruo, e Bartolomeo Lupardi stampatori camerali e vaticani, 1674, pp. 189-190 con il titolo: Incredulità pertinace di bella Donna.
Analytical description
Poetical text transcription
Una crudel beltà
Per non mi corispondere
Incredula si fa.
Onde con mesti accenti
Palpitar fra le labra
Oppressa dal rigor d’aspri tormenti
L’anima agonizante
E pur l’ingrata non mi crede amante.
Ma con fiera empietà
Per non mi corispondere
Incredula si fa.
Gronda da gl’occhi miei
In liquefatto umore il cor converso
Onde nel pianto immerso
Perché creda che l’ami
Io giuro al ciel fò votto e gl’astri invoco
D’espormi ad un suo cenno al ferro al foco.
Offro a mille flagelli il cor costante
E pur l’ingrata non mi crede amante.
Ma con fiera empietà
Per non mi corrispondere
Incredula si fa.
O codardi miei lumi
Se’l rigor pertinace
D’una beltà fugace
Distemprandosi in fiumi
Mai non poteste frangere
Havete fatto assai col vostro piangere.
Ma se quel vostro argento
Ch’in lacrimose stille
Vi fe’ sparger invano il mio tormento
A comprar d’empia donna un solo affetto
Mai bastante non fu
Piangerete a mio dispetto,
Se per lei piangete più.
E se pur l’alma afflitta
Vi sforza a deplorar né si consola,
Un’altra volta sola
Provate a lagrimar lumi dolenti
E s’ai vostri torrenti
Avvien ch’ella non creda
Piangete da per voi che non vi veda.
Location
Images
Type
Musica manoscritta
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