Cantata à voce Sola/ Del Sig.r Rocco Ciruti
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Analytical description
Poetical text transcription
Rendimi Ulisse ingrato
Rendimi il figlio mio che troppo chiede
La superbia de venti e la mia fede.
D’Ilio l’accese tombe, e l’avie mura
E doppo del comune infausto rogo
Tante salme d’eroi colà insepolte
Son vittime bastanti al greco sdegno
Questo tenero sdegno
Delle viscere mie pietade implora
Non men dal ciel che dal feroce Ulisse.
A torto si proscrisse
Questo pasto innocente
E in van con tuo dì lui con onta oscura
Eccitan venti, e fiamme empia congiura.
Voleran l’Itache vele
senza vittima sì bella
Dell’egeo sui bei zeffiri
E se fosse Eolo infedele
Anfitrite, e la procella
Placherò coi miei sospir.
Figlio ah troppo infelice e troppo amato
Del regno incenerito ultimo spirto
Delle speranze mie naufragio estremo
In van piango in van gemo.
Per la tua libertà per la tua vita
Riman già stabilita
La tua caduta or vanne generoso
Olocausto a grechi altari
Placa il ciel placa i mari
E in fin nel rivederti
Del tuo gran genitor coll’ombra invitta
Andromaca trafitta
Dal dolor che l’accora
Narra d’Iliade ancora
Indi ridille
L’amaro pianto delle sue pupille.
Godi in quel suol di pace
L’ombra del mio bel sol.
Fra quei felici spirti
Poco starò a seguirti
E forse il colpo audace
Precorrerà il mio duol.
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Musica manoscritta
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