Cantata co VV. Del Sig.r Vinci
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Poetical text transcription
Mesta oh Dio fra queste selve
Vò narrando il mio tormento.
Sorte, Amor, Fileno ahi sento
Che m’uccide il mio dolor.
Sorte ria nel duol mi lascia
L’alma mia Fileno inganna
Ed Amor poi mi condanna
A seguire un traditor.
Voi giusti Numi almeno
Ch’il mio dolor mirate,
Voi d’un amante seno
Pietà prendete, e voi
Quest’alma vendicate
Né degl’inganni suoi
Sen vada ei più così fastoso e altiero,
Non merita pietade un menzognero.
Sotto un fulmine cada
O ’l rapido torrente
Seco lo porti e vada
In solitario lido
Colui che fu così spergiuro e infido.
Eschin pur dalle selve
Orridi mostri e fieri
E sanguinose belve,
L’uccidino, lo sbranino
Ed insepolto resti
Scherzo de’ venti e sia
Vendicata così l’offesa mia.
Mora sì mora oh Dio
Quel ch’a morte condanno è l’Idol mio.
Ahimè che vaneggiando
Il labro menzogner s’oppose al cuore,
Se infido e traditor
Or è Fileno mio
Forse che un giorno a noi farà ritorno
E chiedendo pietà, pietà dell’alma
Non più offesa otterrà. Sperar conviene
All’amante di lui, tradita Irene.
In mezzo all’onde irate
Tal’ora il buon nocchiero
Al lido suo primiero
Spera di ritornar.
Così tra le mie pene
A me favella Amore
E vuol che questo cuore
Non lasci di sperar.
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Musica manoscritta
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