Cantata a voce sola di soprano co. VV: Violetta, e Basso Del Sig.r Nicolò Iommelli D. Giuseppe Sigismondo Padrone 1810
Identification
Scoring
Description
Watermark
Relations
Notes
Web resources
Analytical description
Poetical text transcription
Già la notte s’avvicina,
Vieni oh Nice, amato bene
Della placida marina
Le fresch’aure a respirar.
Non và dir che sia diletto
Chi non posa in questa arene
Or che un lento zeffiretto
Dolcemente increspa il mar.
Lascia una volta oh Nice,
Lascia le tue capanne. Unico albergo
Non è già del piacere
La selvaggia dimora
Danno quest’onde i lor diletti ancora.
Qui se spiega la notte il fosco velo
Nel mare emulo al cielo
Più lucide e più belle
Moltiplicar le stelle
E per l’onde vedrai, gelida e bruna
Rompere i raggi e scintillar la luna.
Il giorno al suon d’una ritorta conca
Che nulla cede all’incerate arene
Se non vuoi le mie pene
Di Teti e Galatea, di Glauco e Dori
Ti canterò gli amori,
E tu vedrai dal mar sul vicin prato
Pascer le molli erbette,
Le tue care agnellette,
Non offesa dal sol fra ramo e ramo,
E con la canna e l’amo
I pesci intanto insidiar potrai
E sarà la mia Nice,
Pastorella in un punto e peccatrice.
Non più fra’ sassi algosi
Staranno i pesci ascosi
Tutti per l’onda amara,
Tutti verranno a gara
Fra i lacci del mio ben.
E l’umidette figlie
De’ tremuli cristalli,
Di pallide conchiglie,
Di lucidi coralli,
Le colmeranno il sen.
Location
Images
Reference works
Type
Musica manoscritta
Sub-level record