Cantata per la Nascita del Santo Bambino à 3 voci co V.V. di Nicola Sabatino
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A c. 31v: "Finis Laus Deo, ac Dei p[...] | nell’anno 1749"; il manoscritto apparteneva alla collezione di Giuseppe Sigismondo, giunta in biblioteca alla sua morte.
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Poetical text transcription
[Simeone]
Ove drizzate il piè fuor di voi stessi
Sacri fidi compagni,
Letitia e stupor, dubbi e confusi?
[Osia]
Gl’alti prodigi che miriam d’intorno
I nostri passi a te spingono, oh Padre,
Che delle umane e le divine cose
Interprete fedele Iddio ne diede
[Michea]
Non vedesti dal Cielo
Insolito splendor in notte oscura
Discendere tra noi
E dileguar gli usati foschi orrori?
Deh mira come il sole
Fuor del usato, luminoso e chiaro
In tre distinti giri
Và de’ suoi raggi adorno
[Osia]
E par che il ciel festeggi,
Placido goda il mare,
E la gelata ed orrida stagione
Cangiata in primavera
Fà che di frutta e fior ricco e pomposo
Rida il campo fecondo, il prato erboso.
Veggiam tanti prodigi
Son le cagioni ignote
E come l’alma poi stupir non punte?
[Simeone]
Deh sgombrate del cuore,
Meraviglia e timor e nasca in lui
Una Santa letizia. Ah questi sono
I presagiti segni e questo è ormai
Il sospirato dì lieto e giocondo
In cui nato è il Messia, è nato alfine
Il Salvator del Mondo.
De’ Padri nostri i Sacri vaticinii
Ecco adempiti onde col cuor sincero
Del gran Dio d’Isrraello
Nel Bambino adoriam l’alto Mistero.
[Simeone]
Cadde alfin di Giuda il Regno,
Già spuntò di Gesse il fiore,
Di Davidde il Sacro pegno,
Di giustizia lo splendore
Della pace venne il Re.
Al suo nome eccelso e forte
Già la colpa è presso a morte
Al suo chiaro e dolce lume
Ogni reo buggiardo nume
Cade vittima al suo piè.
[Osia]
Oh nostra cieca mente
Che ravvisar non puote a tanti segni
L’esser venuto al mondo
L’aspettato Messia.
[Michea]
Ma pure Iddio promise
Di rivelarne il dì felice [Simeone] E forse
Fallì l’alta promessa? Egli a pastori
Di cui parlò lo spirito del Profeta
Già per Angelo suo l’ha rivelato
[Osia]
Ah che purtroppo veri
Sebben rassembri a noi lor senso oscuro
I vaticinii furo.
Vid’io perciò gli attoniti pastori
Abbandonar capanne e campi e armenti
E al nato Redentor lieti e contenti
Seco portar agnelli e frutta e fiori.
[Michea]
Ed ecco che vedrem dai lidi eoi
Venir vedrem dall’indiche maremme
I Regi adoratori e offrir divoti
Sabea messe odorosa, arabe gemme
E prostrati curvare al piè celeste
Le coronate teste.
Rider vedremo in ogni parte ancora
Se bene alpestra e dura
L’amica pace e già ne’ tetri abissi
La discordia fugata, nel suo trono
La giustizia regnar sicura e fida
Di più spessi prodigi
Vedrem l’operatore
Dalla sua destra amica
Debellata vedrem l’oste nemica.
[Michea]
L’uomo servo tra ceppi e catene
Legno scosso ed infranto dall’onde
Or già libero e sciolto diviene
E ritorna all’amiche sue sponde
E di giogo più tema non ha.
Chi quei lacci e quel giogo discioglie
Quel nocchier che lo guida e lo regge
Ha già preso fera di sue spoglie
E con nuova sua placida legge
Ei nel porto sicuro ne andrà.
[Osia]
È questo il sol che ogn’altra luce oscura
Il fronte de piaceri
Al nascer suo sgombrata ogni mestizia
Ricingi il cuor con ardente letizia.
All’apparir del suo divin sembiante
L’annose querce e fin gli aridi legni
Rinverdir noi vedremo
E rendere al cultor messe ubertosa
La ricca terra opima,
E biondeggiar le spighe, infide monti
In su la steril cima.
Né più co’ velo o tra le nubia scodo,
Tra tuoni e tra fulgori
Gli oracoli udirà la gente eletta
Ma con placido volto e luminoso
Ei di virtù darà le sacre norme
Ed i più degni esempi
Né più il Signore delle armate squadre
In lui vedrà, ma il suo Maestro e Padre.
[Osia]
Padre che al caro figlio
Mostra pietoso il ciglio,
Pastor che il gregge amato
Al fonte guida e al prato,
In esso il Mondo avrà.
Le miserie infelici,
L’imbelle stuolo oppresso,
Il difensore in esso
Il suo conforto avrà.
[Simeone]
Gl’angeli su nel cielo parmi di udire,
I cherubini e i serafini ardenti
Lodare il sommo Dio
Con incessanti armonici concenti.
[Osia]
Deh porgiamo ancor noi
Nuovi plausi di gloria
All’immensa pietà del facitore
[Michea]
E tributi d’onor offriamo umili
Al suo divino amore.
[Simeone]
Santo giubilo, oh Dio, l’alma si strugge
M’occupa i sensi e la mia lingua annoda
[a 2: Michea, Osia]
E chi a piacer cotanto Regge
Ne il cor si scioglie in pianto.
[Simeone]
Alla mia stanca vita
Signore il corso arresta
Qual altro mai mi resta
Più grato e bel piacer.
[Osia]
E qual più degno oggetto
Veder può cor fedele
[Michea]
Se dalle genti il lume
La gloria d’Istraele
Ei vide con piacer.
[a 3]
Sia lode al sonno nume
Che il popol suo diletto
Di grazie ricolmò.
[Osia]
Alla mia stanca vita
Signore il rogo arresta
[Simeone]
E qual più degno oggetto
[Michea]
Se delle gentil il lume
[Simeone]
Veder può cor fedele
[Michea]
La gloria d’Istraele.
[Osia]
Qual altro mai mi resta
[a 3]
Ei vide con piacer / Più grato e bel piacer
Sia lode al sonno lume
Che il popol suo diletto
Di grazie ricolmò.
Andiam spirti divoti
A porger laudi e voti
Al nato Redentore,
Lodiamo il Santo amore
Ch’egli per noi serbò.
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Musica manoscritta
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