Cantata a voce sola /Del Sig.r Baron d’Astorga
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Analytical description
Poetical text transcription
Vicino a un ruscelletto
Che dal fonte lontan scorrea fra l’erba
Di lontananza acerba
Il penoso destin Tirsi piangea
E a quel rio cristallin così dicea:
Bell’onda d’argento
Io pianger ti sento
Perché sei distante
Dal fonte natio
Tu ascolti le tante
Acerbe mie pene
Perché dal mio bene
Lontan sono anch’io.
Quanti martiri o quanti
Io provo da te lungi o Clori amata
Lo sa il ciel lo sa amore
Che sente i miei sospiri ode i miei pianti
Basti dir ch’il mio core
Te sola ha per conforto ed in te sola
Se stesso bea e fuor di te non mira
Che immagini di doglie e di tormenti.
Ond’ora che s’aggira
Lungi da te mio bene
Rifletti a quali e a quante
Amarissime pene
Mi condanna l’ingenuo e ceco infante.
Quando senti il venticello
Beh non dir ò Clori allora
Quest’è zeffiro che spira
Dì ben sì sospiro è quello
Del mio Tirsi ch’ad ogni ora
Da lontan per me sospira.
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Musica manoscritta
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