Il Nerone
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Analytical description
Poetical text transcription
Sovra cima eminente
Che sovra stava all’habitate rive
Del latino torrente
L’infelice Mirtillo
Con questo pianto un giorno
Fece al proprio dolor mesto ritorno.
Sorte fiera ed è possibile
Che sì cruda e inesorabile
Mi raggiri il cor amabile
Reso al male indivisibile.
Tu vezzosa amorosa
Mi donasti un chiaro dì
Hoperosa tormentosa
L’odio tuo me l’imbrunì.
Ah che l’alto furor d’iniqua sorte
Spesso il viver trattiene e manda a morte.
L’addolorato amante
Entro di sé mordeva i proprij eventi
Ed in sì mesti accenti
Vidde il sole indorar l’onda spumante
Quando per ria sventura
Al rimirar il precipitio ardente
Del bell’astro lucente
Gl’ingombraro la vita eccelse mura
Ove la bella Clori
Era Febo secondo a muti horrori.
Cara notte celi il giorno
E di stelle fide ancelle
Tu ricami il fosco ammanto
Mira intanto
Nel tuo sen con sue carole
Festeggiar più bello il sole.
Così cantò il Pastore
E fissando le luci ai tetti amanti (recte amati)
Co’ sospiri infocati
Scaldava il petto ed avvampava il core
Poi disse ahi che non dura
Una lucida notte a un’alma oscura.
Aria
Se luce fulgida di pene
Un argine al core appresta
Hor notte splendida
Sul caro margine
Il duolo arresta e con gioia
E con gioia e contenti
Pone fine ai sospiri ed a’ lamenti.
Stolto stolto che dico?
Ah che l’horror fugace
Porge tregua al dolor ma non dà pace.
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Musica manoscritta
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