Cantata./Del Sig:r Ant:o Caldara.
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Poetical text transcription
Misero pastorello,
Ardo di sete e trovo il rio senz’onde,
Vo cercando alimento,
E non so ritrovar, che tronchi, e fronde:
Eccomi all’aria al vento
Fuor della mia capanna, e il ciel s’imbruna
Raggio d’amica luna
Splender non miro, e già si densa e l’ombra,
Che abbandonato, e lasso
Convien, ch’aspetti il dì sovra d’un sasso.
Se tarda l’Aurora
À darmi conforto
Io temo, che morto
Trovarmi dovrà.
E forse in ruggiade
Sciolgliendosi a l’ora
Non senza pietade,
Vedremi potrà.
Consolati cor mio
In oriente un non so, che si desta,
L’Aurora che desio, l’Aurora è questa.
Questa è la grande Aurora,
Che feconda, che infiora i colli, e i campi
Dove sparge i suoi lampi
Produce il verno ancor cedri, e viole,
E luminosa, è molto più del sole;
Partiti, e fa ritorno
A quelle piaggie in cui vivesti un giorno avventuroso tanto,
Non rimaner più accanto
Ad un contrario fato,
Che a danni tuoi sempre sciagure aduna,
E vanne à ritrovar la tua fortuna.
Sì sì vi rivedrò campagne belle
Ove non ebbi mai sorte tiranna
Il giorno pascerò le peccorelle
E tornerò la sera a la capanna.
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Musica manoscritta
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