Tamerlano
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Poetical text transcription
Il supremo poter, la forza, il merto
Paventi l’alma tua proterva audace,
Adora il mio furor, baccia que’ ceppi
Custodi del tuo ardire,
Rammentati superbo!
Che scopo, e centro sei
Del mio giusto rigor, de sdegni miei.
Sei vinto: il Tamerlano
Formidabile al mondo, e alla natura
Soggiogò del tuo orgoglio il vil pensiere,
Il tuo fasto, spergiuro! È in mio potere.
Mi fulmini il tuo guardo,
Di te nulla pavento;
Se carico di gloria, e di splendore,
D’un Bajazet or debellai il valore.
Per tuo scorno, e tuo dispetto
Riconosci nel mio aspetto
Il tuo re, tuo vincitor.
Ma quel sdegno audace altero
Del tuo core empio, e severo
Diverrà scopo al furor.
Fremi, delira: ahi cieli! E qual contento
Provar poss’io maggior di tue sciagure?
Mi diletta il tuo duol, cerco il rossore?
D’un barbaro fellon d’un mentitore.
L’unico fasto sei di mie vittorie,
Altro onor non pretende il mio valore
E il scetro formidabile che regge
I Parti, i Sciti, i Persi, i Medi, e Albani
Altra gloria non vanta, altro trionfo,
Sia meta a miei desiri il tuo tormento,
Più non bramo dal ciel, vivrò contento.
D’empio fasto un vil vapor
Che t’ingombra ed alma, e cor
Non ti dona che tormento
Solo è parto del tuo duol.
Ma al fulgor del sdegno mio
Si dilegua il tuo desio
Ne di più sospiro e bramo
Che il tuo orgoglio estinto al suol.
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Musica manoscritta
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