Cantata a 3 con violini
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Scoring
Description
Watermark
Relations
Analytical description
Poetical text transcription
[Clori:] Quanto è grato, quanto è caro
Mantener in pace il core
Senza mai saper se amore,
Sia per l’alme dolce o amaro.
[Fileno:] Ah che a fuggire i lacci
Del dio bambin non è sì facil prova
Che se un mezzo li togli, altri ne trova.
Se dal sen lo discacci
Ei per occulta via entra nell’alma
E schiavitù le trama.
[Clori:] Creder questo è follia:
Ama chi vuole, e chi non vuol non ama.
[Fileno:] Bella non è possibile
Di viver senz’amar.
Il dio che porta l’ali
Avventa co’ suoi strali
Un foco inestinguibile
Che forza ad adorar.
[Coridone:] Credetti un tempo anch’io
Che del nostro voler, dal nostro petto
Dependesse l’affetto
E non già dal poter del cieco dio.
Poi certo veleno
Serpendom’in seno
Ben spesso a me stesso
Dicea: “Che cos’è?”
Ma in fine m’avviddi
Di amor esser quello
Che scaltro, che snello
Nel sen mi volò,
E ancora non sò
Il come, il perché.
Basta che in un istante
Senza voler amar divenni amante.
[Clori:] Io per me mi burlo e rido
Di Cupido e del suo foco
E del suo stral.
Se la face o il dardo avventa
Questo cor nulla paventa
Che per lui non è fatal
[Fileno:] Amor ferisce al fin chi scherza seco.
[Clori:] È codardo chi teme
Le ferite d’un cieco.
[Fileno:] È cieco amor ma per vibrare i dardi
Li bastan gl’altrui sguardi.
[Coridone:] E spesso ancor li scocca
Da vago labro e da ridente bocca.
[Fileno:] Da un bello occhio
Da un ciglio che nero
Depende l’impero
Del dio feritor
[Coridone:] E s’accende
Nel vivo cinabro
D’un morbido labro
La face d’Amor
[Clori:] Che un labro ch’è vermiglio
Ferisca il petto, il core
È de’ poeti inveterato errore.
Che negro o biondo ciglio
Si chiami arco et arciero
È l’usanza così ma non è vero.
Tanto è l’uno che l’altro amanti sciocchi
Tute son bocche al fin, tutti son occhi.
[Fileno:] Un occhio rimiro
Che uguale non ha.
Di quello più vago
Natura non fa
E non sarà.
[Coridone:] Un labro rimiro
Che uguale non ha.
Di quello più bello
Al mondo non fu
E non sarà.
[Clori:] Ascolto e m’adiro
Di tal vanità.
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Musica manoscritta
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