Cantata à voce sola Del Sig.r D. Gio. Nardelli
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Analytical description
Poetical text transcription
Tra dubbiosi pensieri
Agitato il mio cuore
Dal pargoletto amore
Un dì prese consiglio:
Se gl’occhi e il vago ciglio
Di Lidia bella amar dovessi, o il labro
Di Clori vaga idolatrar costante,
E a chi fede serbar dovessi amante?
Sento amor che scherzando favella
Su gl’occhi, su’l labro
Di Lidia, di Clori.
Vibra dardi per questa, per quella
Di pene son fabro
Tiranno di Cuori.
Oh se d’amor le leggi
Non offendesse il cor d’ambi due quelle
Il labro adorerei, le vaghe stelle
Ma no! Ch’infido il cor poscia si rende
E la beltà dell’uno e l’altra offende.
Vaghi son gl’occhi, sì
Ma il labro è bello ancor
Quando è vivace.
Quei sanno il cor ferir
Ma questi può guarir
Quand’è piagato il cor
E assai più piace.
Ami dunque chi vuol di Lidia i lumi,
E per quei si consumi
Ch’io vo’ di Clori idolatrar la bocca
Che può bearmi il cor s’un bacio scocca.
Per voi Clori mia bella
Porto piagato il cor
Mio bel tesoro.
La vostra bocca è quella
Ond’io sospiro ogn’or
Per voi mi moro.
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Musica manoscritta
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