Begl’occhi e Bella Bocca Cantata à 2. con Violini Del Sig.r Antonio Caldara

Published

Identification

Record ID
4671
Musical form
cantata
Alternative title
Begl'occhi e bella bocca

Scoring

Summary scoring
2V,3str
Detailed scoring
Soprano, contralto, 2 violini e continuo

Description

Country
Italia
Language
Italiano
Date
1710
Production
Roma : copia, 1710
Physical description
1 partitura (40 c.) ; 275x200 mm
Music format
Partitura

Watermark

Not detected

Analytical description

1.1: (sinfonia, Re maggiore, 2/4)
2.1: (recitativo, c)
O bella Irene amante
3.1: all.o (aria, La maggiore, 2/4)
Se ride o parla, o tace
4.1: (recitativo, c)
Ma tu che a me simile
5.1: (aria, re minore, 12/8)
Nel mostrarmi le belle pupille
6.1: (recitativo, c)
E come son del tuo bel sole i rai?
7.1: and.e (aria, Do maggiore, 3/4)
Occhi miei quando piangete
8.1: (recitativo, c)
E come son le labra del tuo bene?
9.1: all.o (aria, sol minore, c/)
L’alma che langue
10.1: (recitativo, c)
Florindo!
11.1: all.o (duetto, Fa maggiore, 2/4)
Caro labro ti consiglio a dar mercè

Poetical text transcription

F.:O bella Irene amante
D’un crudel che non t’ama
Dimmi se non ti spiace
Nell’amato sembiante
Che cosa è quel, che sì t’invoglia e piace?
I.:Tutto è vago il mio sol ma più che altrove
Sta nel suo labro amore
Indi m’impiaga, ivi m’ha preso il core.

Se ride o parla, o tace
La bocca sua vezzosa
Sempre sa innamorar.
Sì pura e sì vivace
Non sorge in prato rosa
Non ha corallo il mar.

I.: Ma tu che a me simile
Provi d’amor la sorte
O Florindo gentile
Dimmi nel volto della bella ingrata
Che cos’è quel che ti legò sì forte?
F.: I lumi Irene, i lumi,
Ch’havrian pur forza di legare i numi.

Nel mostrarmi le belle pupille
Disse amore per lor morirai
Io risposi alle care faville
Bel morire sarà di quei rai.

I.: E come son del tuo bel sole i rai?
F.: Son bruni son vezzosi,
Son quasi come i tuoi;
Ma più sereni alquanto e men pietosi.
I.: Serene fur queste mie luci ancora,
ma lagrimar poi tanto
che la gioia fuggì rimase il pianto

Occhi miei quando piangete
Voi chiedete
Un sospiro a i labri suoi.
Ma quel labro che v’uccide
Solo ride
Quando vede a pianger voi.

F.: E come son le labra del tuo bene?
I.: La bocca del mio ben la tua somiglia,
E l’una e l’altra sembreria sol una,
S’ei pallida l’havesse o tu vermiglia
Vermiglie fur queste mie labra ancora
Ma sospirar poi tanto,
Che la stanchezza estinse
L’ostro e la rosa, e di pallor le tinse.

L’alma che langue
Sul labro esangue
Mostra ferito il cor.
Ma non lo mira
Non ha pietà
L’empia beltà.
Per cui sospira ogn’or.

I.: Florindo!
F.: Irene!
I.: E quale avrem conforto?
F.: all’amorose pene,
Gran conforto è la spene
Speriam dunque gioire
Doppo un lungo martire,
Che amor di gioie, e di tormenti e fabro
Idolatra io d’un ciglio e tu d’un labro.

I.: Caro labro ti consiglio a dar mercè/
F.: Amato ciglio ti consiglio aver pietà
I.: D’un sospir non esser tardo/
F.: D’uno sguardo non esser tardo
F.: e il ciglio mio parlerà./
E il mio labro sempre a te si volgerà.

Location

Library
D-MÜs — Münster, Santini-Bibliothek (in D-MUp)
Shelfmark
Sant. Hs. 776

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Reference works

Type

Document type
Musica manoscritta
Record level
Monographic record

Related persons

Caldara, Antonio compositore