Del Sig:r Angelo Cocchi: e parole Del Sig:r Ab.te Crescensi
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Description
Watermark
Relations
Notes
Nota sul compositore alla fine della cantata: "A.C."
Analytical description
Poetical text transcription
Aure ingrate, onde infide, inique piante
Perché tacete, oh Dio,
Mute perché correte,
Dove ascondete del bell’idol mio
L’adorato sembiante,
Aure ingrate, onde infide, inique piante.
Bell’aure, dolci onde,
Un tempo pietose,
Voi piante amorose,
Chi, oh Dio, mi risponde?
Chi Lilla m’addita?
Ah troppo è tradita
Quest’anima amante,
Aure ingrate, onde infide, inique piante.
Ma dell’aure perché più mi dolgo,
Onde, piante, ch’io sprida, che vale?
Disleale a te, Lilla, mi volgo,
A te sol, che non curi, ne senti
La funesta cagion de miei tormenti.
Lilla sola è qual aura leggiera,
Lilla sola è qual onda incostante,
Delle piante più sorda e più fiera
Lilla sol, tu non curi, ne senti
La funesta cagion de miei tormenti.
Se poco anzi i bei rai
Così pietosi al mio languir volgesti,
Che in quei lumi celesti la mia pace
Sperai, perché a miei danni
Hor mutati li veggio i tiranni?
In breve hor di lontananza
Con sì barbaro rigor
Senza fè, senza costanza
Cangi affetto e cangi cor.
Ah sì, sì, le stelle, il cielo
Mi condannano a penar,
Volli, oh Dio, troppo fedele
I tuoi lumi idolatrar,
Hor se piango e mi querelo,
Vuole il cielo per mio scherno,
Che d’ingrata beltà provi l’inferno.
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Musica manoscritta
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