Cantata Per camera à voce sola Del Pre D. Diogenio Bigaglia
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Description
Watermark
Relations
Analytical description
Poetical text transcription
Sto pensando à quel ruscello,
Che passando in mezzo ai fiori
I suoi dolci e freschi humori
Non arresta e al mar sen va.
Bagna questo e bagna quello,
Ma il suo corso non trattiene
E mantiene la sua bella libertà.
Ò pensiero à me caro,
Passa il ruscello e pare,
Ch’ogni fior sitibondo a lui dimandi,
Ch’ei si fermi per poco a ristorarlo
Il narciso, il giacinto, il giglio, il croco,
Il gelsomino e tutti insieme à gara
L’invitano à fermarsi. Ogn’un vorrebbe
Tutte per se quell’acque e di se stesso
Vorrebbe innamorarlo.
Egli tra tanto in passando gli mira,
À tutti insieme
Di qualche stilla amica
Tanto, che à lor villano egli non sembri,
Cortese si dimostra,
Ma indiffidente à tutti il passo affretta
E meno lo trattien, chi più l’alletta.
Eguale à quel ruscello è l’alma mia
E mi sembran gl’amanti eguali ai fiori,
Sin dove giunge e muore
Ragion di cortesia,
Dover di civiltà, l’ascolto e miro,
Ma non mi fermo, un sol di lor non puote,
Ne mai potrà far, ch’il suo amor m’arresti.
Men credo, à chi più dice,
Chi mi lusinga più, meno mi piace,
Chi più obligarmi vuol, meno mi lega
E mi far più crudel, chi più mi prega.
Passa il rio tra molli fiori,
Ma in quell’onde non si stampa
Pur l’Imago d’un sol fior.
Tale anch’io di molti cori
So mirar l’accesa vampa,
Ma non mai provar l’ardor.
Location
Images
Type
Musica manoscritta
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