16 8bre 1701 Scarlatti

Published

Identification

Record ID
4156
Musical form
cantata

Scoring

Summary scoring
1v,1str
Detailed scoring
Soprano e continuo

Description

Country
Italia
Language
Italiano
Physical description
C. 13-16 [olim c. 44-47]
Music format
Partitura

Watermark

Not detected

Relations

Part of
[20 cantate] (no. 4152)

Notes

La data 1701 è stata corretta in 1702, probabilmente da altra mano.

Analytical description

1.1: (recitativo, fa♯ minore, c)
Quando credeva il core
2.1: Adagio (aria, Re maggiore, 3/4)
Vuol, ch’io speri, e vuol, ch’io mora
3.1: (recitativo, c)
S’è pur ver
4.1: Andante (aria, la minore, c)
Bastava dirmi: Spera!
5.1: (recitativo, c)
Or, se lunga speranza
6.1: Andante (aria, fa♯ minore, c)
Risolvo di morire

Poetical text transcription

Quando credeva il core
Doppo lungo servir, duro penare
I sospirati e cari
Dell’idol mio crudel goder gl’affetti,
Con rigidi dispetti,
Con spietati rigori
Spera, spera, mi disse, o pena, o mori.

Vuol ch’io speri e vuol ch’io mora,
La tiranna mia beltà.
Collo stral di cruda morte,
Col rigor di dura spene
Mi condanna a doppie pene
La sua fiera crudeltà.

S’è pur ver ch’in amore
Lusinghiera speranza
È veleno mortal d’amante core,
Perché, cruda spietata,
Vuoi, ch’io speri, o che mora?
Se la speme talor è morte ancora.

Bastava dirmi: Spera!
Per farmi poi morir.
Tormento d’un seno,
D’un Alma è veleno
La spene del bene,
Ch’è tardi al gioir.

Or se lunga speranza
Con più lungo martir un’Alma uccide,
Mori, mori, cor mio,
Che fia meglio morire,
Che sperar di goder e mai gioire.

Risolvo di morire
E la mia morte sia
Pace del’Alma mia,
Meta agl’affanni.
Se vaga di mie pene
M’alletti con la spene,
Trovo ne vezzi tuoi
Lusinghe e inganni.

Location

Library
D-MÜs — Münster, Santini-Bibliothek (in D-MUp) (from parent record)
Shelfmark
Sant.Hs.3987/4

Images

Reference works

Hanley 1963: n. 590, p. 414

Type

Document type
Musica manoscritta
Record level
Sub-level record

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