Cantata Del Vivaldi N. 4.
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Description
Watermark
Relations
Notes
L’indicazione "N. 4." a pagina 88 si riferisce all’Inventarium rerum musicalium variorum authorium ecclesiae serventium quas possidet Joannes Dismas Zelenka.
Analytical description
Poetical text transcription
Sorge vermiglia in ciel la bella Aurora,
Ed io dolente all’ora
Per crudeltà d’amor, di pena in pena,
Mi vò struggendo, oh Dio,
Senza sperar pietà del dolor mio.
Quando tra l’ombre poi espero luce
Raddoppiarmi allor sento
Il mio fiero tormento,
E così passo sempre i giorni e l’ore
E quando nasce il sol, e quando muore.
Nasce il sole ed io sospiro
Perché miro
Che l’ingrata pastorella
Sempre lungi da me stà.
Muore il sole e allor io sento
Un tormento
Che nel seno il cor vien meno,
Se non ha di me pietà.
Nasce il sole ed io sospiro...
Ah Silvia tu sei quella
Crudele pastorella,
Che sazia ancor non sei di tormentarmi?
Se a pascere l’armento io ti ritrovo
Il mio diletto egl’è di rimirarti,
Ma quando alla capanna fai ritorno
Perdo tutto il piacer di vagheggiarti.
Se ti seguo mi fuggi,
Se ti parlo d’amor, fiera e spietata,
Mi schermisci e m’offendi
E la pace al mio cor vieti e contendi.
Ma se sapessi almeno
Come placare un dì la tua fierezza!
Oh Dio! Che posso sol nel mio martire
Amarti col sperare e col soffrire.
Ardi, svena, impiaga, atterra
Sino il Ciel, i Dei, la terra
Sveglia pur contro di me.
Con martir, pena e dolore
L’odio, l’ira e ’l tuo rigore
Sana pure ma costante
Sarà sempre la mia fè.
Ardi, svena, impiaga, atterra...
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Type
Musica manoscritta
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