Filli a Silvano che parte | Silvan dimmi Silvano | cantata | del Sig. Leonardo Vinci
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Scoring
Description
Watermark
Notes
In fondo firma e data del copista
Analytical description
Poetical text transcription
Silvan dimmi Silvano
E qual barbara sorte
T’invola agl’occhi miei di te mi priva?
Ahi che già semiviva
Al solo udir che parti e m’abbandoni
Brama segujirti accanto
Sciolta in sospir quest’alma e sciolta in pianto
Se pietade non hai
Né il pianto mio può trattenerti il piede
Pensa almen dove vai
Alla mia bella fede alla tua fede
Rammentati di me dell’amor mio
Più vorrei dirti oh Dio
Ma già langue e vien meno
Sulle fauci l’accento e’l cor nel seno.
Crudel tiranno ingrato
Vorrebbe dirti il cor
Ma vinto dal dolor
Sospira e tace.
Poi sento che agitato
Da gelo e da timor
Comincia a palpitar né trova pace.
Qual fuor del camino
Incauto pellegrino
Cui tenebrosa notte
Fé deviar tra calli obliqui e folti
D’un’orrida foresta
I lumi al ciel rivolti
Con fronte afflitta e mesta
Chiama anelante i primi rai del giorno
Così del tuo ritorno
L’ore sospiro ed i momenti attendo
Questa sola speranza
Sappi che questa sola
Nell’acerbo martir di lontananza
Mi ristora e consola
Questa mi porge aita
Questa mio caro ben mi serba in vita.
Parti qual fosti amante
Vivi qual sei costante
E riedi a me fedel.
Se tardi a consolarmi
Se lasci oh dio d’amarmi
Sei in ingrato e sei crudel.
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Musica manoscritta
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