Tu partisti o del core dolce pena - I-MC, 6-B-20/7 (olim 126-E-18 op. 7)
Identification
Scoring
Description
Watermark
Analytical description
Poetical text transcription
Tu partisti o del core dolce pena
E piacer nemico amato
Tu partisti e rio fato
Farti correr potea lontan sentiero
Ma del fedel pensiero
Di me pur sei l’oggetto unico e solo
Non arresto per mio tormento il volo
Dove più chiaro spande il sol suoi rai
Là spesso guardo e dico
In quel terreno aprico
Scacciando venti e nebbie e foschi orrori
Fa il guardo del mio ben spuntare i fiori
E se poi l’aria intorno
Cinta vegg’io di tenebroso velo
Dica a giusta raggione oscuro è il giorno
Se lontano è il mio sol da questo cielo.
Dove l’ombra oscura e folta
Rie tempeste ognor minaccia
Là convien che peni e taccia
Mio bel sol senza di te.
E se allor piango e sospiro
Dico poscia a chi m’ascolta
Se il mio ben più non rimiro
Se qui cerco invan mercè
Se sospiro chi m’ascolta
Se il mio ben più non rimiro
Se qui cerco invan mercè.
Stanco alfin qualche volta
Il pensier di seguirti in stranio lido
Pur sollecito e fido
Le memorie vicine ancor fomenta
Là mi dice contenta
Fu l’alma in ascoltar
Frequenti e spesso dolci
D’amor promesse
Qua d’amor favellando
Or pallido or vermiglio
Chino timido il volto
E la il suo ciglio
Coll’incontro de sguardi
Scoccomi i primi dardi
Qua sospiro geloso
E lontano e vicino
Sempre meco il pensier mio ben ti tiene
Sempre stringe al mio cor nuove catene.
Vorrei poter sperare
Che fussi a me fedel
Come con te crudel
Non è il mio core.
Saprebbe allor trovare
Contento e pace il sen
L’alma che già vien men
Per troppo ardore.
Location
Images
Reference works
Bibliography
Type
Musica manoscritta
Monographic record