Cantata 1 per cembalo
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Poetical text transcription
Dalsigre ahi mia Dalsigre,
Qual inumana Tigre,
Qual perverso destino in altra arena
Viver lungi ti sforza a me che t’amo?
A me, che per te vivo in pianto, in pena?
Torna deh torna o cara, e se non senti
Miei singhiozzi e’ sospir con cui ti chiamo
Gl’insensati lamenti,
Odi almen di quei tronchi, e muti orrori
Segretari già un tempo or messaggieri
De’ nostri onesti appassionati amori.
Itene dunque o fidi ite a ridire
A lei ch’amo e desio il mio martire.
Dite, ch’ogni momento,
D’essa chiamo, e rammento,
E nel più grave duolo
Non ho per mio consuolo,
Ch’il solo lagrimar,
E se riposo brama
Dare a miei lumi intanto
Torni a chi ognor la chiama
Ed avrò tregua il pianto
Termine il sospirar.
Se pietà non vi muove, almen vi sproni
La memoria di lei ninfa gentile
Ch’altra non fu simile
Nei soavi costumi, e preggi suoi.
A voi fia noto a voi
Quale canoro Cigno ognor perdeste
Oh Dio siano queste
Rimembranze a voi sprone, itene ad essa
E narrate che oppressa
Priva di lei men vivo e più d’ogni altro
La memoria de nostri
Consueti diporti all’ombre amene
Del rustico soggiorno
Fuor delle pompe affretti il suo ritorno.
Torni volando a serenarmi il ciglio
Che non ho più consiglio
Pace non ha il mio Cor.
Mesta qual tortorella
Priva della compagna
In questa parte in quella
Corre per la campagna
In grembo al mio dolor.
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