Cantata à Voce Sola Del Sig.r Baron d’Astorga
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Analytical description
Poetical text transcription
Nuovo dardo il sen m’impiaga,
Nuovo ardor quest’alma accende
E il mio cor più non difende
La sua cara libertà.
Tanto è dolce, tanto è vaga
La cagion de’ le sue pene,
Che fuggir le sue catene
O non vuole, o pur non sa.
Povero cor, che fai?
Perché incontro ten vai
A quei lacci ch’amor per te prepara?
Se di perder la cara
Tua libertà nulla ti cale almeno
Rifletti a quegli affanni,
Che già soffristi un tempo
Sotto il rigido imper del nume alato,
E se il tranquillo stato
Non ti ritien cauto il timor ti renda,
E del nuovo periglio ei ti difenda.
Ma tu più non m’ascolti,
Infelice mio cor, già dal mio petto
Con un dolce sorriso,
Con un tenero sguardo a sé ti trasse
Quella beltà gradita
Che sola può sanar la tua ferita.
Già che più mio non sei,
Ama fedel colei che t’ha piagato
Se col tuo amor costante
Di te la rendi amante,
Ella può farti sol un dì beato.
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Musica manoscritta
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