Serenata
Identification
Description
Watermark
Relations
Poetical text transcription
Taceva il mondo e sotto oscuro velo
Servita dalle stelle
Con immense facelle
Lampeggiar si vedea Cintia nel cielo
E mentre in braccio al sonno
Entro morbide piume
Giacea Filli crudele
Esclamava così Silvio fedele:
Tu dormi o mio bene
E sogni l’empietà
Io veglio alle pene
E penso fedeltà.
2
Tu dormi e ferisce
Lo sguardo tuo crudel
Io veglio e languisce
Il petto mio fedel.
Ma che tanta fedeltà
È follia non è costanza
È lusinga e non speranza
Non è debito è viltà.
A che giova il servire
Il penare il morire
Per tiranna bellezza
Che deride e disprezza
Chi in amore non ha sorte
Vada fra l’armi a ricercar la morte.
Voglio desistere
Dal mio voler
Voglio combattere
Col mio pensier
Voglio resistere
Al mio dolor
E voglio abbattere
Il dio d’amor.
2
Già che è impossibile
La gioia in me
Io voglio scuotere
Quel giogo a fé
Non è flessibile
La crudeltà
Voglio riscuotere
La libertà.
Dalla speme deluso
Fin or trattasti il fuso
E fosti Alcide amante o pazzo core.
Cangia cangia pensiero
Fatti Alcide più vero
Che l’idra ucciderai del mio dolore.
Filli mia fosti severa
E finora io fui costante
Vissi amante e tu guerriera
Ma vedrà ben forse il mondo
Con un cambio più giocondo
Me il guerriero e te l’amante.
2
Pur alfin cangiato ho il core
E il mio foco è incenerito
Voglio Marte e non amore
Voglio Palla e non Citera
Sento già che all’alma impera
D’una tromba il forte invito.
Svegliati Filli omai, senti i miei carmi
La tua beltà ti rendo
L’alma ch’è mia mi prendo
Fuggo d’amor gli strali e corro all’armi.
Location
Type
Testo per musica manoscritto
Sub-level record