Cantata Del’ Sig.r D. Emanuele d’Astorga
Identification
Scoring
Description
Watermark
Relations
Notes
Tit. dall’intitolazione a c. 117r; a c. 122v, alla fine della cantata, è scritto: "Laus Deo".
Web resources
Analytical description
Poetical text transcription
Qual sia dentro al tuo core,
O di sdegno, o d’amore
Fiamma che al mio apparire ogn’or s’accende,
Filli, questo mio cor non ben l’intende;
So ben che un dì m’amasti
Con tale ardor che a spegnerlo bastante
Tempo o morte non era,
Or di tua fé sincera
Ancor gl’indubi segni in te vegg’io.
Ma non vi veggio, oh Dio,
Quel tenero diletto,
Quell’interno gioir che fuor traspare,
Né ti giungon sì care
Qual pria le mie discolpe;
Qual’or gelosa agl’occhi miei ti mostri
Ond’io dubbioso e incerto
Del mio destin temo che in te si celi,
O sdegno fier sotto amoroso impegno,
O grande amor con maschera di sdegno.
Qual prevaglia [i.e.] nel tuo core
Fiero sdegno o fido amore?
Ben distinguerlo non so.
Tanto varia ogn’or ti scerno
Nell’aspetto che l’interno
L’alma mia capir non può.
Ma qual sia che tu fingi, o amore, o sdegno?
Se chiaro a me nol rendi
Egualmente m’offendi, o Filli amata,
Crudel, se m’odi e se pur m’ami ingrata
Che non dovresti, oh Dio,
Al misero cor mio
Celar quel ben che sol gli dà ristoro,
Quel ben ch’è mio tesoro,
Per cui d’amaro pianto
Più volte gl’occhi miei senti bagnarsi
Per cui dal sen tanti sospiri ho sparsi.
L’ardor che nel tuo seno
S’accese un dì per me
Se spento ancor non è,
Rendilo più palese agl’occhi miei.
Così contento appieno
Sarà questo mio cor
E nel mio fido amor
Bramar più lieta sorte io non saprei.
Location
Reference works
Type
Musica manoscritta
Sub-level record