L’Amante Ingrato Cantata
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Poetical text transcription
Dimmi ruscello ingrato
Se non è questo il suolo
Che ti fa di sé stesso, è letto, è sponda
Se tel adorna ancor d’erbette e fiori
Che tu, sì sconoscente
Nè pur t’arresti un passo a rimirarlo
Ma fuggi mormorando e in mar ti perdi;
Tu rassembri al mio Tirsi
Che all’amor mio fedele
A miei poveri vezzi
Ronde l’aspra mercé d’od [sic] disprezzi.
E pur questo il suolo amico
Che con sponda di smeraldo
De tuoi liquidi cristalli
Riconserva il bel[l]’onor.
Ma tu pure il corso antico
Rinnovando al mar ritorni
Nè t’arresti un sol momento
Non curando il suo favor.
Ma pur se a dritto miro
Tu ruscelletto almeno
Obbedisci al tuo fato
E al centro tuo ten corri
E l’argine baciando
Con flebil mormorio quasi ti lagni
Della necessità d’essere ingrato
Ma il mio Tirsi spietato
Chi di fede, chi scusa
Ahi, che fine il ruscel giusto l’acousa [sic].
Fin tu senti rimorso
Ruscel d’essere ingrato
E cerchi in mezzo al corso
Baciar chi si fa bel.
Io sola, il mio pastore
Più che vezzeggio e t’amo
Trovo per mio dolore
Ingrato ed infedel.
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Musica manoscritta
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