Del Sig.r Carlo Franco Pollaroli.
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Watermark
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Analytical description
Poetical text transcription
Quel destin, ch’a te mi tolse,
Filli mia,
Forse fia,
Ch’anche un dì mi torni a te.
Lontananza non disciolse
Quel bel nodo,
Di cui godo,
Ne s’accorda il cor col piè.
Serba pur tu nobil costanza in petto,
Ne il feminil difetto
Giunga à scompor la tua sublime Idea.
Donna non più, ma Dea
Ti crederò, se fida mi sarai,
E all’or t’adorerò, se pria t’amai.
Si, si t’adorerò,
Ch’infido esser non può
Volto sì vago.
E già d’un tanto ben
Lieto mi brilla in sen
Il cor presago.
Lusinga sì soave
Già sollecita, ò bella, il mio ritorno.
Questa rende più grave
Il violente mio lungo soggiorno;
Già ti parla e ti vede il pensier mio.
Oh’ fosse agile il piè, com’è il desio.
Tende il foco alla sua sfera
Et il fiume anela al mar.
E il mio pianto e gl’ardor miei
Braman te, che sola sei
Sfera e centro, ov’il cor spera
La sua pace ritrovar.
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Musica manoscritta
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