Qual’estasi beata mi rapisce
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Qual’estasi beata mi rapisce
E qual pioggia m’inonda il cor oh Dio;
Essere altro non può ch’opra celeste
Mentre il terren contento
Appena tocca il cor che fassi un vento.
Costante e immutabile
Sarò nell’adorar
Quel bell’oggetto
Ch’ogni diletto
Per sempre stabile
Ci sà donar.
Costante e immutabile
Sarò nell’adorar.
Invan lusinghi o mondo
Con fugaci contenti
Un’alma che non nutre altro desio
Che adorrir tutto e sol amar un Dio.
Miei lumi sì mirate
Il ciel disceso al suol;
Su l’ara ogn’un l’adori
Gioisca in quei splendori
E dia la fuga al duol.
Miei lumi sì mirate
Il ciel disceso al suol.
Ah che al sol riflesso
Ch’un vero Dio s’abbassi
Per sublimarci al cielo
L’alma confusa stassi;
Di tanta gloria indegna,
Per dover abitar dov’egli regna.
Chi non brilla non ha core
O se l’ha pel ciel non è;
Non va mai privo d’amore
Chi nudrisce in sen la fé.
Chi non brilla non ha core
O se l’ha pe ’l ciel non è.
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