Cantata Del s.r G. F. Hende
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Poetical text transcription
Nella stagion, che di viole e rose
Il giardin si riveste,
Per mitigar le fiamme sue amorose
Amarilli vezzosa
Assisa in piaggia erbosa
D’un mirto all’ombra con dogliosi accenti
Spiegò mesta e piangente
Al bel idolo suo questi lamenti:
Ride il fiore in seno al prato
À tornar la primavera
E con soffio delicato
Spira l’aura lusinghiera.
Solo tu, crudele e ingrato,
Sdegni ogn’or la fè sincera
Del mio petto innamorato
Con sì barbara maniera.
Così la ninfa al bel garzon dicea
E co’ tepidi fiumi,
Che versava da’ lumi
E nell’erbe e ne fior pietà movea,
Tal che vinto il meschino
Dà quelle note armoniche e dogliose
Fatto pietosa al fin cosi rispose:
Tergi il ciglio lagrimoso,
Acciò torni più vezzoso
Del tuo volto il bel seren.
Io per te languisco e moro,
Caro e dolce mio tesoro,
E si strugge il core in sen.
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Musica manoscritta
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