Cantata à voce sola Del s.r G. F. He
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Poetical text transcription
Udite il mio consiglio,
Insesperti d’amor pastori, udite!
Se incontraste già mai
Qui, dove si sole
Guidar l’errante greggia
Dal colle al piano o dalla selva al fonte,
Picciola pastorella
Di membra agili e pronte,
D’atti languidi e schivi,
Ch’ha nero ciglio
In bianco volto e freggia della guancia
Il pallor labro vermiglio.
Fuggite, ah sì fuggite
Quei suoi furtivi sguardi
E quelle sue semplicetà mentite.
Innocente rassembra e pur niun altra
E al par di lei cruda fallace e scaltra.
Non li scherzate intorno,
Ch’il cor v’accenderà.
E in chiederle pietà
Del concepito ardore
Dirà, che nel suo core
Stilla d’amor non ha.
Al vederla sovente
Non curante e negletta
Abassar gl’occhi in sua maniera honesta
O pur vergognosetta
Piegar sul collo la leggiadra testa,
Ogn[’]hor pargoleggiar, quando favella,
Ogn’un diria, che semplicetta è quella.
Semplice è ben, ch’il crede,
Poiché allor si vede
Semplice pur, ma di far preda è vaga
E con ogni suo vezzo apre una piaga.
Non esce un guardo mai
Da quegli arcieri rai,
Che non saetti un cor.
El cor, che vien colpito,
Si sente già ferito,
Che non lo crede ancor.
Volea più dir, ma tacque
Il misero Fileno e quel, che trasse
doloroso sospir fuori del petto,
Non fu già per amor, fu per dispetto.
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Musica manoscritta
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