Cantata morale
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Poetical text transcription
Su la sponda d’un rio dove scorrea
Sotto il manto dell’ombre onda d’argento
Fileno un dì sedea
E col suo canto innamorava il vento.
Ricco di quella pace
Che non del mondo infido
Ma coi lumi di fede
Fato clemente a un vero cor concede.
Ivi in teneri accenti
Legò con simil voce
E col cor su le labra il volo ai venti.
A destarmi indegni affetti
S’arma invan l’umanità
Ch’io mi scordo dei diletti
Col pensar l’eternità.
2a
Dopo morte essere eterno
È tormento del pensier:
O si pena nell’inferno
O nel ciel si va a goder.
Se talora pensai
Quai dell’eternità siano le tempre
L’imagine del mai
Vidi in gran campo a guerreggiar col sempre.
Aria
Occhi miei che ognor ridenti
Il piacer del mondo avete
E fra l’ombre e i contenti
Lo splendor non conoscete:
Mirate un Dio mirate
E l’atroci sue piaghe un dì bagnate.
2a
Con la forza dell’amore
Ei discese dalle stelle
E bersaglio del dolore
Ricomprò l’alme rubelle.
Pensate pur pensate
E se il pianto non merta, occhi fermate.
Ah che ogni pianto è poco
Per un Dio che si more
Lacerato per me confitto in croce.
Ogni gran pena ogni martirio atroce
È delizia al pensiero.
Ma se per il mio Dio pianger volete
L’alma in pianto occhi miei sì sì struggete.
Aria
Sia nel pianto quel candido zelo
Della gioia che il mondo avvivò [sic]
Se morendo il monarca del cielo
Della colpa le nubi lavò.
2a
Non si pianga quel sangue adorato
Che nel mondo portò libertà
Dell’errore del pomo vietato
Ha commosso d’un Dio la pietà.
Ma che parlo infelice ah che deliro:
Cristo per me potea
Senza morire e senza pena alcuna
Benedir la mia tomba
E cangiar se volea la mia fortuna
Dunque ai singulti anima mia redenta
E acciò non ti tradisca
Finta beltà di qualche oggetto eterno
Ti sia libro degl’occhi il pianto eterno.
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Testo per musica manoscritto
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