Cantata à Voce sola con VV: Del Sig.r Gioseppe Della Porta

Published

Identification

Record ID
1964
Musical form
cantata

Scoring

Summary scoring
1V,3str
Detailed scoring
Soprano, 2 violini e continuo

Description

Country
Italia
Language
Italiano
Physical description
1 partitura
Music format
Partitura

Watermark

Not detected

Relations

Analytical description

1.1: (recitativo, La maggiore, c)
Vaghe luci adorate
2.1: Andante (aria, La maggiore, c)
Bramo troppo, se vi chiedo
3.1: (recitativo, c)
Voi, che siete d’Amore
4.1: Andante (aria, Re maggiore, c)
Un sol lampo/guardo di vostre pupille
5.1: (recitativo, c)
Volgete, omai volgete
6.1: (aria, mi minore, c 12/8)
Se siete tanto avare
7.1: (recitativo, c)
Ogn’Idolo ogni Nume
8.1: (aria, La maggiore, 3/4)
Io non chiedo altro che un guardo

Poetical text transcription

Vaghe luci adorate,
Belle sfere lucenti,
Se piagaste il mio core
Con li sguardi pungenti,
Date qualche mercede
All’amor che vi porto, alla mia fede.

Bramo troppo, se vi chiedo,
Occhi belli, un guardo solo.
Benchè doppo, ch’io vi vedo
Sì rubelli, io mi consolo.

Voi, che siete d’Amore
Principali Ministre
E le più care, voi, ch’haveste in sorte
E ferire e sanare
E dar vita e dar morte,
Per minor mio tormento
Datemi un guardo solo e son contento.

Un sol lampo/guardo di vostre pupille,
Toglie al core l’acerba ferita.
Qual Fenice da quelle scintille
Prende forza e rinova la vita.

Volgete, omai volgete
Le vostre luci belle
Al mio core languente!
Non sdegna il sol splendente
Dar sua luce alle stelle.
Alla Farfalla ancora,
Che le scherza d’intorno il lume istesso,
Ha per costume
Donarle il proprio lume.

Se siete tanto avare
Del fulgido splendore,
Vi chiamerò comete,
Comete troppo infauste e non più stelle.
Ma se pupille care
Cortesi qual fugore
À me rivolgerete,
Sempre vi chiamerò pupille belle.

Ogn’Idolo ogni Nume
Non sprezza di chi gl’offre i Doni e i Voti.
Io, che à tue fiammelle
Idoli del mio seno
Sacrai vittima fida l’alma amante,
Sarò solo sprezzato.
Ah, v’intendo, crudeli!
Del sole e della luce
Immitate il rigore!
Quel mirar non si può senza languire,
Questa, à chi le fà vezzi, fà morire.

Io non chiedo altro che un guardo
Dal mio sol, che mi piagò.
Nè men questo haver si può,
Così cruda sei con me!
Dimmi, un guardo e che cos’è?

So, che sei mia bella Arciera,
Il ritratto del candor.
À chi pena per Amor
Dar un guardo per pietà,
Forse perdi l’honestà.

Location

Library
GB-Mp — Manchester, Central Library, Henry Watson Music Library (from parent record)
Shelfmark
Ms. Q544 Bk51/6

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Type

Document type
Musica manoscritta
Record level
Sub-level record

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