D’un garrulo Ruscello. Cantata à Voce sola di Soprano Del Sig.r Francesco Mancini
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D’un garrulo Ruscello
Che di molli zaffiri
Facea liquido specchio ai fior del Prato
Sovra le sponde assisa
Così piangea l’abbandonata Elisa.
Vago Rio che a passo lento
Sciogli il piè fra l’erbe ei fiori
Tu con lacrime d’argento
Sei compagno a’ miei dolori.
D’un amatore infido
Mi tradì l’incostanza
E con finta sembianza
Ad ingannare avvezza
Fedeltà non conosce amor non prezza.
Fulmini or voi che fate
Che da l’eccelsa Rocca
L’empio non atterrate?
E tu se non punisci
D’un traditor le scelerate prove
O sei nume sognato o non sei Giove
Ah perfido spergiuro
Questa dunque è la fede
Che osservi a chi t’adora
E sordo il Ciel non ti saetta ancora?
Uscite o belve
Da queste oscure selve
Divorate l’iniquo
E’l cadavere suo tra l’erbe esangue
Spiri l’alma infelice in braccio al sangue.
Non si parli d’amore più nò
Se una Tigre lo sdegno mi fa
Tua giurata nemica sarò
Finché il Cielo respiri mi dà.
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Musica manoscritta
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