Clori che ardea d’amore. Cantata à Voce sola di Soprano del Sig.r Fran.co Mancini
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Clori che ardea d’amore
Per l’adorato suo vago Daliso
Soffrir non lo poteva a Cintia intorno
Onde nel fatal giorno
Che’l combattuto amabile Pastore
Vie più à questa che a quella mostrò l’alma Fedele e lieto il viso
Da gelosia rubella
Presa Clori nel sen pena sì forte
Che la copriva atro pallor di morte
Indi agitata in petto
Da furor da vergogna e da dispetto
Volge dal crudo amante
E dalla sua rival, l’occhio e le piante
Sfogando questi accenti
I suoi giusti lamenti.
Empio ingrato tiranno crudele
Quella Clori che t’è sì fedele
Tu disprezzi ed altr’ami, perché
Ch’io ti fugga a consiglio d’amore
Ch’io m’asconda e un impulso del core
Che sospira pietade pietade e mercè.
Empio sì mi schernisti
Ingrato mi tradisti
Tiranno mi tormenti
E crudel mille strali el cor m’avventi
E questa è la mercede
Di tanto amore e fede?
Oh fe’ tradita, oh miei scherniti amori?
Che più soffrir potrai misera Clori.
Tiranno dell’alma geloso pensiero
Mi toglie la calma mi lacera il cor
Quel vago Daliso spietato e severo
Ha d’angiolo il viso di tigre il rigor.
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Musica manoscritta
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