Ercole all’inferno per liberar Teseo poesia del Sig. Co. Gio. Battista Roscelli;
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Dall’ombre eterne a sprigionar Teseo
Con alma forte un dì s’accinse Alcide
E le sembianze infide
Dell’Erinni più crude havendo a scherno
Volle per suo trofeo
Se già sostenne il Ciel vincer l’Inferno.
All’arrivo impensato
Fremer d’empi ululati Erebo udissi,
Tremar le furie e vacillar gl’Abissi.
Su l’orrido lido
Del cerbero infido
L’orgoglio atterrò.
E l’avide porte
Ch’aperse la morte
L’invito spezzò.
Giunto al torbido aspetto
Del Regnante Diteo l’Eroe Tebano
Tentò con questi detti,
Ove alberga impietà svegliar gl’affetti.
Re de spetri a cui sogiace
Fiero stuol d’ombre frementi
Non sdegnar che un’alma audace
Nel tuo Regno opri portenti
Vegga il Mondo che Cocito
Chiuse in seno i lumi ancora
Ch’al valor d’un core ardito
Belle palme Erebo indora.
Di spopolare Averno
Già non pretendo e solo
Bramo ch’a me concedi
Per l’amico Teseo
Ciò che per Euridice ottenne Orfeo.
Ah sì sì da suoi lacci disciolgasi
Omai l’alma di Teseo invincibile,
E di Stige nel Regno terribile
Ogni legge a miei prieghi sconvolgasi.
Rieda l’Attico Eroe
A ricalcar la Reggia e‘l Cielo ammiri
Con più serena fronte
C’ha pur loco pietade in Acheronte.
Per alma sì bella
Mill’alme darò
Centauri orribili
Nemei terribili
Humani Cerberi
Svenar saprò
Per alma sì bella
Mill’alme darò.
Per te giusto Re
Mia destra maestra
Sarà d’empietà
Svenerà sbranerà
Farà con strano esempio
Degl’Antei più feroci orrido scempio.
Sì disse: el Re dell’ombre
Al gran figlio d’Acmena il don concesse
Tornò Teseo fra i vivi el Mondo vide
Con suo stupor eterno
Ch’ove pugna virtù cede l’Inferno.
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