Amante convinto da uno sguardo di bella donna del Sig. Conte Gio. Battista Roscelli;
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Mio core alla guerra
Risvegliati su.
Quel Nume ch’atterra
Ogn’alma più ardita
All’armi t’invita
Né pace vuol più.
Mio core a battaglia
Difenditi olà.
Timor non t’assaglia
Il sen disarmato
Che il Nume bendato
Non usa pietà.
In un crin nascosto al varco
L’empio Arcier di già t’attende
Gli dà un ciglio e l’armi e l’arco
Da due luci i dardi prende.
Che farai? Fuggirai? Cederai?
Ah no no chi di Cupido
Nume infido
All’imper si soggettò
Troppo vile ogn’hora fu.
Mio core alla guerra
Risvegliati su.
Quel Nume ch’atterra
Ogn’alma più ardita
All’armi, all’armi,
Ohimé ohimé che feci?
Oh Dio che vidi e che mirai?
Con qual beltà di Cielo
Amor mi saettò?
Invano invano armai
Di rigori il mio petto
Che il mio nemico Amore
Entrò per gl’occhi a lacerarmi il core.
Col soriso d’un bel viso
Il crudel m’incatenò
Con un labro di Cinabro
L’alma in sen m’avelenò.
Non contrasti più l’alma
A Cupido la palma
Che di due luci belle
Basta un sol guardo a incenerir le stelle
Cedo il cor al Dio bendato
Né dispero di pietà
Quello stral che m’ha piagato
Forse un sì mi sanerà.
Diede Amor industre fabro
Alle piaghe d’un cor medico un labro.
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