Lungi lungi da me pensier tiranno Cantata seconda
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Lungi, lungi da me, pensier tiranno
Tu mi vorresti rendere infelice
Col farmi creder Tirsi traditore?
Ma sento, ch’ il mio core
Mi dice, che non puote alma sì bella
Esser’ a me rubella
Dunque da questo sen fugga l’affanno
Lungi, Lungi da me, pensier tiranno.
Pensier crudele
se vuoi ch’ io creda
ch’il mio bel Tirsi
sia ingannator
Fia ch’ il mio amore
teco s’unisca,
poi lo bandisca
Da questo cor.
Ma se amor ciò contrasta e il cor ripugna
La sua virtù me l’vieta
E la sincerità del suo bel genio
Non vogliono ch’io creda
Che sia Tirsi un ingrato
Lungi dunque da me, pensier spietato.
Fuggi da questo sen
O barbaro pensier
Lasciami in pace.
Se ben m’adula Amor
Per te consente il cor
Perché gli piace.
Non sa il mio cor sincero
Creder d’error capace un alma grande
Dunque torna o pensiero
Co’ segni a funestar la mente oppressa,
E lascia a me la libertade intiera
Di creder Tirsi mio d’Alma sincera
Tirsi amato mio adorato mio Nume
Vieni, o caro, ritornami in sen.
Farfalletta son’ io, che le piume
ardo al lume del caro mio ben.
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Musica manoscritta
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