Cantata Del Sig.r Hendel
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Poetical text transcription
Lungi dal mio bel nume,
Dal bell’idolo mio
Per me sereno il lume
Non diffonde per l’etra il biondo dio.
L’aura, ch’intorno spira,
È figlia del mio cor, ch’ogno’or sospira,
E del ruscello son l’onde correnti
Parto degl’occhi miei sempre piangenti.
Lontano al mio tesoro
Struggo l’amante cor in pena ardente.
Ne trova mai ristoro
Al fiero suo dolor l’afflitta mente.
Senza la vaga Clori
Non ho pace un momento
E sol porge alimento
La speranza e il desire a miei dolori.
La speme a tutte l’ore
Mi dice: Tornerà l’amato bene.
Ma risponde il desire:
E quando, quando viene?
Son come navicella
Esposta in mezzo al mar
De venti al rio furor.
Scorre fra la procella,
Ne può lido trovar
Immersa nel timor.
Lungi da te ben mio,
Entro un mare d’affanni
Combattuta son io.
Congiurano a miei danni
Ancor del tempo fuggitive l’ore,
Che non posano ancor quel caro istante,
In cui potrò mirare il tuo sembiante.
Torna, vieni, non tardare,
Bella Clori, amato bene.
Corri, voli a consolare
Del mio cor tutte le pene.
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Musica manoscritta
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