Cantata VIII.
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Description
Watermark
Relations
Notes
Analytical description
Poetical text transcription
Stanca di più soffrire
Dell’estivo leon raggio cocente
Per l’ampie vie latine
Di chiara notte in seno
Donzelletta vezzosa il piè movea.
E dal seno, che ardea,
Spiegando all’aure armonioso incanto
Giva temprando il foco suo col canto.
Tirsi, ch’ivi non lungi
La vaga melodia contento udì,
Estatito [!] d’amor disse così:
Più vaga, più vezzosa,
Più cara, più amorosa
Di te non vidde Amor.
Ma se l’ardor del dì
Tempri col tuo bel labbro,
Perché lò rendi fabbro
Di fiamme a più d’un cor?
Deh, non far si sovente
Pompa de pregi tuoi,
Se pur, crudel, non vuoi,
Ch’ancor di notte in frà i più densi orrori
La bella pace sua perdano i cori.
Udire il tuo bel canto
E non languir d’amor
È una follia del cor,
Che si lusinga.
È troppo dolce incanto
L’aura de labbri tuoi,
Che piace ancor, se vuoi,
Che scherzi o finga.
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Type
Musica manoscritta
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