Chi desia veder un core troppo misero e dolente del Sig. Giuseppe Corsi
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Poetical text transcription
Chi desia veder un core
troppo misero e dolente
giri gli occhi a me languente
fatto schiavo del dolore.
Quante pene al mondo sono
l’ho raccolte una ad una
e contese la fortuna
me n’ha fatto largo dono.
Semivivo e quasi estinto
vivo privo di me stesso
e nemmeno m’è concesso
di sognarmi un gusto finto
è destin d’ingrato amore
d’ogni affanno io son ricetto
son farfalla nel diletto
e fenice nel dolore.
Io non so che è ne come
mi mantenga ogn’hor in vita
son si povero d’aita
che di vivo ho solo il nome,
morir bramo ma mi dice
il destin tutt’orgoglioso,
che non vuol esser pietoso
con dar morte a un infelice.
Se tal hor chiamo la morte
se ne viene a presto piede
poiché morto mi crede
se ne torna a passo forte.
Senza vita così vivo
senza morte così morto
e mendico di ristoro
sono cadavero mal vivo.
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Musica manoscritta
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