Cantata à voce sola
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Description
Watermark
Relations
Notes
Il tit. si ricava dall’intitolazione a c. 11r
Analytical description
Poetical text transcription
Tra verdi piante ombrose
D’ angusta selva amena
Sola, e dolente, un dì sedea Mitilde,
E al mesto mormorio d’un ruscelletto,
Che lento trascorrea per vie romite,
Dell’amorosa pena
Che lungi dal suo ben chiudea nel petto:
L’aspro duol fè palese in questi accenti
Alle piante, al ruscello, all’aria à i venti.
Peno amando, e son costante
Perché lungi è il sol che adoro
Per cui langue il cor nel sen.
Peno amando, e son contenta
Perché lungi è il sol che adoro
Per cui langue il cor nel sen.
Se non miro il bel sembiante
Ch’è mia vita, e mio ristoro
Io sono priva d’ogni ben.
Oh amor qual rio destino,
Con decreto fatal di dure tempre
Della speme al gioir fà che vicino
Amarissimo duol si trovi sempre.
Ah spietato tiranno perché?
Perché accender due petti alla tua face
Se render poi volevi
Prive d’ogni piacer l’anime amanti?
Perché? crudel perché con dolce pace
Senza speme involando
Da i cuori costanti? ah che amando
Penar se deve ogn’ora
Quel cor che accendi è meglio pria ch’ei mora
Fà che torni o bendato tiranno
Il mio ben la mia dolce speranza
Che già il core morendo sen và.
Alle pene al tormento all’affanno
Che soffrire mi fà lontananza
Più resister quest’alma non sà
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Musica manoscritta
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