11 Agosto 1706. Pazzia del Sig: Aless:o Scarlatti
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Description
Watermark
Relations
Notes
La cantata è stata copiata per il Cardinale Carlo Colonna come viene evidenziato dal suo stemma nella vignetta di titolo del manoscritto.
Analytical description
Poetical text transcription
Farfalla, che s’aggira
Intorno à chiara face,
Vi perde con le piume
Al fin la vita ancor.
Cosi il mio cor delira,
Che struggersi gli piace
Di due pupille al lume
Ad’ onta del dolor.
Tutto acceso à quei rai
Già di morir non cura.
E per maggior sventura
Cieco senza ragion, senza consiglio,
Ama l’inciampo suo, corre al periglio.
Quando saggio un pensiero lo sgrida,
Ei lo scaccia e l’accusa di stolto.
E seguendo una scorta, che infida
Cade avvinto trà lacci d’un volto.
Pur langue tra le pene e trà martiri
Si distrugge in sospiri
Ma’ folle ed’insensato all’ora esclama:
O dolce servitù, care mie pene
E voi dell’Amor mio belle catene,
Nodi aggiungete,
Che il gioir nel penar più m’accrescete.
Bramo, che le ferite
In questo sen m’aprite,
Care pupille si d’amor facelle / quadrelle.
Io sempre v’amerò,
Per voi morir saprò
Contento ognor cosi, mie luci belle.
Cosi infelice questo cor favella,
Acceso ai rai di due pupille infide
E trà i laci e le pene ei scherza e ride,
Mà l’afflitta alma mia
Per si strana follia
Cercando di fuggir dal core insano
Tenta la fuga, ma la tenta invano.
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Musica manoscritta
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