Già fugavan le stelle / Del Sig.r Giovanni Bonon.
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Analytical description
Poetical text transcription
Già fugavan le stelle
Con nitriti sonori
I destrieri di lui ch’il dì conduce
Già con forme più belle
Gonfia di nuovi albori
Dal Confin d’Oriente uscia la luce
Quando al piè d’un cipresso
Venne a seder l’innamorato Eurillo
E a quell’arbore istesso
Affissando il pensiero
Disse le sue sventure e disse il vero.
A quest’albero funesta
Quant’è simile il mio core
Il riposo al fianco appresta
Un rio dolore.
Ma dimmi amata Clori
Clori de gl’occhi miei delizia e pena
Dimmi perché gl’ardori
D’un’anima fedel tu prendi a gioco
E chi ti crede al viso
Nume del Paradiso
Prova per te l’Inferno.
T’inganni se pensi
Con esser crudele
Ch’io lasci d’amarti
Ch’a i teneri sensi
D’un’alma fedele
Dà latte il penar.
Benché quando ti viddi
M’avesse detto amore
Che sei troppo crudel ch’io non t’amassi
Bella t’avrei seguito
E ‘l consiglio d’amor avrei schernito.
Se non fossi crudel come sei
Non avrei
Il bel nome di fido e costante.
E godendo narrar non saprei
Quanto costa la fe’ d’un amante.
Mentre del mar io parlo
Bella col mar ti lascio
Già che per mio cordoglio
Tu sei l’onda fugace io son lo scoglio.
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Musica manoscritta
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