Misero, e che far deggio / Cantata a voce sola con Viol.ni / Del Sig.r Giovanni Bononcini
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Poetical text transcription
Misero e che far deggio
Schernito e abbandonato
Da te Fille crudele ov’è ti chieggio
La fe’ promessa ov’è l’amor giurato
Ma tu non mi rispondi
E a mendicar pretesti il pensier movi
Non trovi la ragion e ti confondi
Ben t’accusa il rossore
Che di vergogna ti circonda il volto
Per menzognera onde il mio primo amore
Tutto in sdegno rivolto
Un giorno mi vedrai Fille incostante
Tradito sì ma vendicato amante.
Farò vendetta sì
Empia di te he un dì
Giurasti esser fedel
Poi m’ingannasti
Ma farla oh Dio non può
Quest’alma che t’amò
Pensando che crudel
Tu ancor l’amasti.
No che non posso oh Dio
Contro il bell’idol mio
Benché tradito
La vendetta pensar d’un giusto sdegno
Se allor che a vendicarmi
Sdegno mi presta l’armi
Amor fiero s’oppone e vuol che sia
Quanto intesi di te
Quanto mirai ombra di gelosia
Cor che farai
Da due contrari affetti
Combattuto, e agitato
Giacché non t’è concesso
Contro l’idolo amato
Prestar fede a te stesso affatto estinto
Sì sì resti lo sdegno amore [h]a vinto.
Vinse amor fuggì lo sdegno
E già Fille nel suo regno
Vuol pentita dell’errore
Richiamar l’antica fé
Pur la fé richiama al core
E riporta nel suo petto
Quell’affetto
Che serbar giurò per me.
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Musica manoscritta
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