Del Sig:r Nicola Filomena
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Capolettera ornata. Titolo dall'incipit testuale.
Analytical description
Poetical text transcription
Già vincitor del verno
Con trionfo gentile
Spiegava i suoi tesor fiorito aprile;
Sparite eran le stelle
E per dar luce al cielo
Sorgea dall’orizonte
Il bel nume di Delo,
Quando comparve ardita
Su la piaggia fiorita
La bellissima Clori,
Che con la man di neve
Mietendo gigli e rose,
Parea fra quei zaffiri
Di più vaghi colori
Atropo legiadrissima di fiori.
Fileno, il fido amante,
Che assiso a piè d’un faggio
Pascolava gl’armenti,
Arse vie più di quei bei lumi al raggio
E fissando le Ciglia
In quella vaga Dea,
Ch’al par del sol splendea,
Spiegò con questi accenti
Gl’amorosi tormenti.
Di due soli in un istante
Io vagheggio lo splendor.
Non m’accende il Dio, che splende,
Altra fiamma il cor mi infiamma
E d’un placido sembiante
Miro i rai, provo l’ardor.
Girò le luci al mormorio soave
Di quel cigno canoro
Ritrosa quanto bella
La rustica donzella,
E il pastorello intanto
Così riprese il canto.
Le tue pompe, o bella Flora,
Quanto invidia il cor piagato.
Se passeggia un sì bel prato
Quella dea che m’innamora.
Ma colei, che non sente
Del cieco Dio lo strale,
Con partenza improvisa
Fa veder, quanto sia
In feminil orgoglio
La beltà tirannia
E restando smarrito
L’infelice Fileno
Compagno sol di duolo
Con Amore s’udì
Queralarsi così.
Tu mi lusinghi, Amor, e poi m’inganni.
Mi mostri in un bel crine
Sembianze peregrine,
Ma poi col tuo rigore
Quest’alma tutta ardore
A lagrimar condanni.
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Musica manoscritta
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